Calcolo della pensione – Quando le bugie hanno le gambe corte

Calcolo della pensioneIl tanto annunciato software per il calcolo della pensione voluto dall’INPS, che deve rivelare al cittadino il vuoto previdenziale che si verrà a creare sotto l’aspetto reddituale tra  l’ultima entrata finanziaria data dall’ambito lavorativo e l’importo che la pensione stessa garantirà, è online sul sito dell’ente stesso.

È bastato poco e si è fatto etichettare come la solita pagliacciata all’italiana messa in piedi da chi ci governa per coprire la “fetenzia” che un ente oramai alle cozze emana da anni.

Conosci la pubblicità di quel deodorante per ambienti che “non copre gli odori, ma li elimina”?

Penso che con questa mossa abbiano cercato di rovesciare tonnellate di questo prodotto sull’ente previdenziale, con la speranza di eliminare l’odore di marcio che li ricopre!

Peccato però che non funziona, perché chi in materia ne capisce qualcosa, gli ha già belli che smascherati.

Il calcolo della pensione ipotizzato dall’ente previdenziale NON è reale e se non vuoi farti infinocchiare, continua a leggere per scoprire il perché!

Il programma in questione mira a proiettare la storia contributiva del soggetto che esegue il calcolo della pensione fino al giorno in cui potrà averne accesso, sulla base di alcuni parametri di cui alcuni sono fissati a priori ed altri sono modificabili.

I parametri fissati a priori sono:

  • L’aspettativa di vita con i dati forniti dall’ISTAT;
  • Il PIL, fattore fondamentale per il calcolo della rivalutazione dei contributi previdenziali versati impostato ad una media dell’1,5% su base annua.

I parametri modificabili dall’utente che esegue il calcolo della pensione sono:

  • La retribuzione;
  • L’incremento della retribuzione ipotizzabile nel tempo, che nello scenario di base è anch’esso all’1,5%.

Con questi numeri il calcolo della pensione arriva addirittura a simulare un assegno previdenziale in grado di mantenere un tenore di vita pari all’89,96% dell’ultima entrata, in poche parole si può tranquillamente pensare che sia inutile accantonare dei soldi per la vecchiaia, poiché la pensione sarà in grado di farti vivere in maniera dignitosa!

La domanda sorge spontanea…

“Dove sta la magia di un ente al collasso che continua a ritoccare in negativo i coefficienti di conversione in rendita del montante contributivo innalzando contemporaneamente l’età di accesso alla pensione, per pagare pensioni sempre più povere e sempre più avanti?”

Sono l’unico cretino a vederla in questo modo o c’è qualcuno che si associa al mio pensiero?

Scopri anche tu la magia del calcolo della pensione progettato dall’INPS.

Il barbatrucco principale utilizzato dall’ente è quello di aver pompato i parametri di crescita utilizzati per il calcolo della pensione, in particolar modo quello relativo al PIL che tenendolo fisso ad un valore che ci sogniamo da anni, va a sballare e non di poco il risultato finale dell’operazione.

Secondo queste menti argute, dal 2008 al 2014, avremmo dovuto avere, sulla base un PIL all’1,5%, una crescita del montante contributivo pari al 10,984%.

PIL e calcolo della pensione

A onore di cronaca, la rivalutazione in termini reali dei montanti contributivi è stata negativa e se venisse applicata sarebbe del -16%. Fortunatamente è previsto, salvo smentite che in caso di andamento negativo la rivalutazione sia pari a zero.

Ipotizzare una crescita di questo tipo non è reale!

Nella mia guida al problema della pensione, che puoi scaricare gratuitamente cliccando qui, cerco di far scoprire alla gente come te il vero problema legato al mantenimento di un sistema previdenziale come il nostro e ti garantisco che rispetto alle mie previsioni che possono sembrar dettate da qualcuno che ha interesse a parlare di vuoti previdenziali da colmare, più volte su questo blog o sulla nostra pagina Facebook, ho dato risalto a voci altrui senza interessi in materia, che hanno descritto situazioni ben peggiori di quelle di cui parlo io.

Perché illudere il contribuente con un calcolo della pensione non veritiero?

Vuoi che te lo dica o ci arrivi da solo?

Se ti dicessero che per vedere un importo cospicuo di pensione dovrai utilizzare la lente di ingrandimento, perché stai versando dei contributi in un sistema basato sullo scambio generazionale dove oggi tu paghi le pensioni di chi le sta percependo e un domani la tua pensione sarà pagata da una popolazione sempre più esigua a causa del crollo delle nascite, che se lavora, lo fa con un’entrata nel mondo lavorativo sempre più tardiva, e dovrà accontentare una platea di pensionati sempre più numerosi per via dell’allungamento dell’aspettativa di vita a scotto di una previdenza sociale che per tenerci in vita di più sta per essere schiacciata dal peso dei costi delle cure della sanità pubblica, PAGHERESTI COSI’ VOLENTIERI I TUOI CONTRIBUTI o vorresti scendere in piazza a fare un falò?

Ora, non sono per niente il tipo che vuole incitare alla violenza, ma non è per niente giusto continuare ad essere presi per il C _ _ O da chi non ci vuole dire la verità.

Conoscere la verità è un diritto, poi ognuno è libero di scegliere se dopo un calcolo della pensione fatto in maniera veritiera è il caso di accantonare qualcosa da brava formica o se si vuole fare la cicala per far la fine di un barbone domani.

Tu cosa ne pensi? Commenta pure se ti va!

PS: Se ritieni che sia giusto conoscere la verità, fai girare questo articolo sui social!


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